Aggiornamento del 16/04/2026: il blocco dello Stretto di Hormuz pesa sempre più sulle catene di approvvigionamento
Il protrarsi del blocco dello Stretto di Hormuz continua a causare incertezza nelle catene di approvvigionamento internazionali. I ritardi nel trasporto marittimo, l’aumento dei costi energetici e le maggiori difficoltà di pianificazione si ripercuotono sempre più anche sull’Europa e sulla Svizzera.
Gli effetti si fanno sentire anche in Europa
La situazione intorno allo Stretto di Hormuz rimane tesa e incide sempre più sui flussi internazionali di merci. Grandi quantità di merci sono bloccate nel Golfo Persico, il che ritarda i processi di trasporto e aumenta l’incertezza lungo la catena di approvvigionamento. La questione non riguarda quindi più solo la regione stessa, ma ha conseguenze dirette sull’approvvigionamento, la pianificazione e la disponibilità delle merci.
Le navi bloccate aumentano la pressione sulla logistica marittima
Gli effetti sul traffico marittimo sono ormai chiaramente visibili. Numerose navi portacontainer non riescono a lasciare il Golfo Persico da settimane. I ritardi causano non solo problemi operativi, ma anche notevoli costi aggiuntivi. La situazione è particolarmente critica per le merci sensibili al tempo e alla temperatura.
Le conseguenze spesso si manifestano solo con un certo ritardo
Un punto cruciale è l’effetto ritardato sulla catena di approvvigionamento. Un container impiega circa tre settimane per arrivare dall’Asia all’Europa, motivo per cui le strozzature si accumulano prima nei porti marittimi e solo successivamente si fanno sentire lungo il resto della catena di trasporto. Anche se attualmente alcuni flussi di merci sono ancora in corso, nelle prossime settimane sono da prevedersi ulteriori ritardi e una maggiore difficoltà di pianificazione.
Clienti e aziende sono sottoposti a una crescente pressione di pianificazione
Con i ritardi aumenta anche l’incertezza da parte dei clienti. Gli arrivi ritardati delle merci rendono più difficile la pianificazione delle importazioni, delle esportazioni e dei processi produttivi. Di conseguenza, risorse, scorte e volumi diventano molto più difficili da calcolare. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi energetici grava ulteriormente sull’intera catena di approvvigionamento.
Diversi fattori di stress si sommano contemporaneamente
A complicare le cose, la situazione attuale non può essere considerata isolatamente. Oltre alla crisi in Medio Oriente, ulteriori incertezze economiche influenzano i mercati. Ciò aumenta ulteriormente la pressione sulle aziende e sulle strutture logistiche. Se questi stress dovessero persistere, non si possono escludere notevoli distorsioni del mercato.
Possibili conseguenze su prezzi, disponibilità e tempi di consegna
In questo contesto, attualmente prevediamo in particolare i seguenti possibili effetti:
Continuiamo a monitorare attentamente gli sviluppi
La situazione rimane dinamica e di difficile pianificazione. Per questo motivo è ancora importante seguire da vicino gli sviluppi nei mercati globali dei trasporti e degli approvvigionamenti. Il nostro obiettivo rimane quello di individuare tempestivamente gli effetti sulla disponibilità, sui tempi di consegna e sui costi e di reagire nel modo più trasparente possibile.
Fonte: SRF, «Il blocco di Hormuz fa onde fino in Svizzera», pubblicato il 16.04.2026. Blocco di Hormuz e logistica svizzera: le conseguenze – Notizie – SRF
***********************************************************************************************************************************************************
Aggiornamento del 02/04/2026
Stiamo seguendo con grande attenzione gli attuali sviluppi sui mercati internazionali delle materie prime, dell’energia e della logistica. Proprio la situazione in Medio Oriente dimostra quanto rapidamente le tensioni geopolitiche possano influire sulla disponibilità dei prodotti, sui costi di trasporto e sui tempi di consegna. Per noi è quindi ancora più importante valutare tempestivamente i cambiamenti e rendere trasparenti i possibili effetti sulla catena di approvvigionamento. In questo contesto, desideriamo fornire una breve panoramica dell’attuale situazione di mercato.
La situazione in Medio Oriente rimane tesa
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a influenzare i mercati internazionali delle materie prime, dell’energia e dei trasporti. In particolare, la situazione intorno allo Stretto di Hormuz rimane un fattore di stress significativo per le catene di fornitura globali. Di conseguenza, i costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti aumentano, mentre alcune parti delle catene di fornitura devono riorganizzarsi.

Stretto di Hormuz
L’aumento dei prezzi dell’energia pesa sull’approvvigionamento e sulla produzione
Particolarmente rilevante è attualmente la situazione tesa sui mercati energetici. Secondo le informazioni aggiornate riportate nell’allegato, i prezzi del petrolio in Medio Oriente hanno recentemente registrato un aumento significativo. Alcuni tipi di greggio provenienti dagli Emirati si attestavano a circa 160 USD al barile, il che sottolinea la persistente scarsità e l’incertezza nell’approvvigionamento. Questo andamento non ha ripercussioni solo a livello regionale, ma si riflette sempre più sui mercati internazionali e quindi anche sui costi di produzione e di approvvigionamento.
Il trasporto marittimo sotto pressione a causa di deviazioni e sovrattasse
Anche nel trasporto marittimo gli effetti rimangono tangibili. Il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è ancora fortemente limitato e attualmente vi transitano solo poche navi. Allo stesso tempo, le deviazioni, i rischi aggiuntivi per la sicurezza e l’aumento dei costi del carburante comportano un maggiore carico sulle catene di trasporto internazionali. A ciò si aggiungono nuovi supplementi nel trasporto marittimo, che non si limitano solo alla regione direttamente interessata, ma possono avere ripercussioni anche su altre rotte commerciali.

Rotte alternative / UAE Land Bridges
Il sovraccarico dei porti aggrava la situazione delle consegne
Inoltre, la congestione nei porti principali continua ad aumentare. L’aggiornamento di mercato riporta circa 3,05 milioni di TEU bloccati a livello mondiale a causa degli ingorghi portuali. Soprattutto in Europa, Asia e nell’area del Mediterraneo, si osserva che le rotte alternative e i porti di ripiego sono sempre più sotto pressione. Ciò rende più difficile la pianificazione e può causare ulteriori ritardi lungo la catena di approvvigionamento.

Congestione portuale globale
Possibili ripercussioni sulla disponibilità e sui tempi di consegna
In questo contesto, attualmente prevediamo in particolare i seguenti possibili effetti:
Monitoriamo costantemente l’evoluzione della situazione
Continuiamo a mantenere uno stretto contatto con i nostri fornitori e partner e monitoriamo attentamente l’evoluzione della situazione. Il nostro obiettivo rimane quello di ridurre al minimo le ripercussioni sui prezzi, sulla disponibilità e sui tempi di consegna per i nostri clienti. Allo stesso tempo, ci riserviamo il diritto di reagire adeguatamente in caso di cambiamenti di mercato a breve termine, al fine di garantire al meglio la sicurezza dell’approvvigionamento.
************************************************************************************************************************
Update del 16 marzo 2026
Gli attuali sviluppi geopolitici in Medio Oriente stanno avendo un impatto crescente sui mercati internazionali delle materie prime, dell’energia e dei trasporti. Di conseguenza, i prezzi stanno aumentando e i tempi di consegna si stanno in parte allungando. I nostri fornitori nel settore dei prodotti in plastica ci stanno già segnalando adeguamenti dei prezzi a breve termine e una disponibilità limitata.
Anche nel settore della carta, il forte aumento dei prezzi dell’energia comporta un aumento dei costi di produzione. Inoltre, l’attuale blocco dello Stretto di Hormuz complica l’approvvigionamento di materie prime per i produttori internazionali. Anche i produttori europei sono interessati, poiché nei processi di trasformazione industriale vengono utilizzate numerose materie prime importate. Le aziende cinesi sono tuttavia particolarmente colpite, poiché coprono una parte significativa del loro fabbisogno dall’Iran.
In questo contesto, attualmente prevediamo i seguenti possibili impatti:
Siamo in stretto contatto con i nostri fornitori e seguiamo attentamente l’evoluzione della situazione per mantenere la disponibilità delle merci il più stabile possibile e garantire al meglio le nostre catene di approvvigionamento. Il nostro obiettivo è limitare il più possibile le ripercussioni sui prezzi e sui tempi di consegna per voi. Allo stesso tempo, ci riserviamo il diritto di dover reagire di conseguenza in caso di rapidi cambiamenti del mercato al fine di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Per facilitare una pianificazione affidabile, vi raccomandiamo di coordinare in anticipo i vostri progetti o ordini previsti con il nostro team commerciale.
Di seguito trovate l’attuale andamento del prezzo del petrolio in seguito alla guerra.

Quelle: Exportindustrie unter Druck: Schweizer Wirtschaft in der Krise | Handelszeitung